"Musica da Camera" di Joyce da me tradotto per Castelvecchi Editore con postfazione di Enrico Terrinoni, segnalato oggi con un articolo di Simone Carullo su IlDispaccio:
"Musica da Camera" di Joyce da me tradotto per Castelvecchi Editore con postfazione di Enrico Terrinoni, segnalato oggi con un articolo di Simone Carullo su IlDispaccio:
Ineluttabile modalità del visibile. Così iniziano tutte le traduzioni del terzo complesso e affascinante episodio dell'Ulisse di Joyce, l'ultimo della prima parte dedicata a Stephen Dedalus. Proviamo ad addentrarci con curiosità ed umiltà in uno dei monologhi interiori più complessi e affascinanti della storia della letteratura.
Ineluctable modality of the visible: at least that if no more, thought through my eyes. Signatures of all things I am here to read, seaspawn and seawrack, the nearing tide, that rusty boot. Snotgreen, bluesilver, rust: coloured signs. Limits of the diaphane. But he adds: in bodies. Then he was aware of them bodies before of them coloured. How? By knocking his sconce against them, sure. Go easy. Bald he was and a millionaire, maestro di color che sanno. Limit of the diaphane in. Why in? Diaphane, adiaphane. If you can put your five fingers through it it is a gate, if not a door. Shut your eyes and see.(James Joyce 1922)
Ineluttabile modalità del visibile: così almeno se non altro, il pensiero attraverso i miei occhi. Segnature di tutte le cose che sono qui a leggere, uova e alghe marine, l'approssimante marea, quello stivale rugginoso. Verdemoccio, azzurroargento, ruggine: segni colorati. Limiti del diafano. Ma lui aggiunge: nei corpi. Quindi era conscio dei corpi prima ancora del loro colore. Come? Sbattendoci contro la zucca, ovviamente. Vacci piano. Era calvo e milionario, maestro di color che sanno. Limite del diafano nei. Perché nei? Diafano, adiafano. Se puoi passarci cinque dita attraverso è un cancello, se no è una porta. Chiudi gli occhi e guarda.(Marco Marzagalli 2021)
https://drive.google.com/file/d/1CDMdpSiQ1pUMLWKfAsFW3gq9cQj1BEDj/view?usp=sharing
"Musica da Camera" di Joyce da me tradotto per Castelvecchi Editore con postfazione di Enrico Terrinoni, segnalato oggi con un articolo su Poetarum Silva: