venerdì 8 marzo 2019

#3 Un po' di blasfemia

Giovanni Crisostomo
In questo brano siamo Buck Mulligan dà il meglio di sé esibendosi in un'irriverente parodia della liturgia eucaristica. Troveremo in queste righe riferimenti blasfemi e addirittura satanici. Mentre Stephen Dedalus assiste suo malgrado alla parodia, ci troveremo alle prese con il primo accenno di monologo interiore del romanzo, anche se il monologo è composto forse di una sola parola: Crisostomo.

Per guardare questo video su youtube, clicca qui sotto:
https://youtu.be/sbTSXgSzZRk

Ecco il testo in lingua originale del brano citato di questo video:
He added in a preacher’s tone:
- For this, O dearly beloved, is the genuine Christine: body and soul and blood and ouns. Slow music, please. Shut your eyes, gents. One moment. A little trouble about those white corpuscles. Silence, all.
He peered sideways up and gave a long low whistle of call, then paused awhile in rapt attention, his even white teeth glistening here and there with gold points. Chrysostomos. Two strong shrill whistles answered through the calm.
- Thanks, old chap, he cried briskly. That will do nicely. Switch off the current, will you?
(James Joyce 1922)
La lettura del brano originale è ad opera di Frank Delaney e tratta dal podcast ReJoyce:
https://blog.frankdelaney.com/re-joyce/

Ecco i testi delle traduzioni in italiano lette e citate in questo video:
Poi con un tono da predicatore:
– Perché questo, o miei diletti, è il genuino cristino: corpo e anima e sangue e angue. Musica adagio, di grazia. Chiudete gli occhi, rispettabile pubblico. Un momento. C’è un piccolo guaio con quei corpuscoli bianchi. Silenzio, tutti.
Sogguardò di sghembo e lanciò un lungo sordo fischio di richiamo, poi con rapita attenzione fece una pausa, e i denti bianchi e regolari gli brillavano qua e là di schegge d’oro. Crisostomo. In risposta due forti fischi acuti attraversarono la quiete.
(Giulio De Angelis, 1960, Mondadori)
Poi aggiunse, con tono da predicatore:
– È questa, infatti, miei carissimi, la vera Cristina: corpo e anima e sangue e piaghe. Musica lenta, prego. Chiudete gli occhi, signori. Un momento. Qualche problema con quei globuli bianchi. Silenzio, tutti.
Lanciò uno sguardo di lato e fece partire un grave e lungo fischio di richiamo, poi si fermò un momento in attenzione estatica, i denti bianchi e regolari scintillanti d’oro in più punti. Crisostomo. Due fischi robusti e striduli risposero nella calma.
– Grazie, vecchio mio, gridò forte. Basta così. Stacca la corrente, bene?
(Enrico Terrinoni, 2012, Newton Compton)
E aggiunse con voce da predica:
– Poiché questa, o miei dilettissimi, è genuina e cristina sostanza, corpo e anima, sangue e liquame e via discorrendo. Musica lenta, prego. Chiudete gli occhi, signore e signori. Un momentino. Un po’ di fastidio con quei corpuscoli bianchi? Fate tutti silenzio.
Diede una guardata indagatrice di sbieco e lanciò un lungo fischio di richiamo a note basse, indi fece una pausa in assorto ascolto, coi bianchi denti regolari che gli brillavano qua e là a barbagli d’oro. Chrysostomos. Seguirono due fischi forti e acuti traversando la quiete.
– Grazie, vecchio mio, fece Buck con tono vispo. Può bastare. Spegni la luce, ti spiace?
(Gianni Celati, 2013, Einaudi)

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